Alle Padovanelle da venerdì cinquanta cavalli senz’acqua

Fonte: http://mattinopadova.gelocal.it 3 luglio 2012

L’appello di animalisti e società civile: «Date da bere ai cavalli». L’ippodromo verso la chiusura: servizi sospesi e nessuna pulitura del letame

PADOVA. Sos per i 50 cavalli che vivono nelle scuderie dell’ippodromo di Ponte di Brenta. Restano soltanto due giorni di tempo ai Grassetto per versare alla Fondazione Breda, attualmente commissariata dopo il profondo rosso causato da amministratori incapaci e truffaldini, i 70.000 euro della seconda tranche per il 2012 necessari per continuare la gestione dell’impianto sino al 31 dicembre 2021. In caso contrario cavalli e cavalieri, già da venerdì prossimo, resteranno senz’acqua, senza gas e senza luce dopo le decisioni dei Grassetto, già comunicate ai guidatori ed al sindacato Cgil, «d’interrompere l’attività sportiva».

Che è iniziata nel 1961, quando Ivone Grassetto senior, detto Nani, ricostruì l’ippodromo aperto nel 1901 dal senatore mecenate Vincenzo Stefano Breda. Se la famiglia Grassetto consegnerà le chiavi alla direttrice della Fondazione, Lorella Marsili e non si troverà, in tempo utile, un nuovo gestore, anche i cavalli da corsa custoditi nei box dell’ippodromo rischieranno l’abbandono. Potrebbero restare senz’acqua e senza nessuno a pulire il letame visto che sono stati mandati a casa anche gli addetti alla manutenzione ed al controllo dell’intero impianto. Una tipica vicenda all’italiana, che ha un rapporto preciso con la crisi dell’ippica, da quando lo Stato, attraverso l’Assi(ex Unire) non assegna più ai singoli ippodromi gli stessi finanziamenti di prima. «L’amministrazione comunale, con in prima fila il sindaco, Flavio Zanonato, sta lavorando alacremente per trovare una soluzione per non perdere quel grande patrimonio, storico e culturale, che è l’ ippodromo di Ponte di Brenta, dove hanno trionfato anche i grandi campioni internazionali Varenne, Top Hannover, Tornese e Crevalcore», sottolinea l’assessore Luisa Boldrin.

«Tra pochissimi giorni dovremo avere delle importanti novità positive. In modo particolare stiamo incalzando per un pronto intervento la Regione ed il governatore Luca Zaia, tra l’altro, proprietario della cavalla da corsa Padania Zeta, che alleva in Emilia». «Affinchè i nostri cavalli non muoiano di sete, noi allevatori stiamo facendo una lotta contro il tempo», osserva Remigio Talpo, che è anche rappresentante sindacale dell’Anagt. «Comunque noi addetti ai lavori siamo disponibili a una sorta di autogestione pur di partecipare in prima persona alla rinascita di quello che, per noi, è sempre stato l’ippodromo più bello della penisola. Via i rancori e gli odii verso chi ha sbagliato e tutti uniti per ritrovare e rilanciare il vecchio e caro ippodromo padovano, dove abbiamo vissuto i momenti più belli della nostra vita, prima che le corse fossero trasferite al Sant’Artemio di Treviso». Dal primo luglio sono stati lasciati a casa sia i 10 lavoratori della manutenzione delle Padovanelle che i 12 addetti al totalizzatore ed anche tutti i custodi dell’impianto, che facevano parte di una cooperativa», sostiene Marcello Malerba, sindacalista della Cgil. «In tutto sono 30 persone. Per loro nessun tipo di ammortizzatore sociale perchè con la controparte non è stato possibile nessun dialogo».

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Una risposta a Alle Padovanelle da venerdì cinquanta cavalli senz’acqua

  1. fiore scrive:

    Penso che i cavalli vadano accuditi al meglio.(evitando…sfruttamenti…)

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