TRACHEMYS SCRIPTA ELEGANS

Classificazione:
Classe: Reptilia (Rettili)
Sottoclasse: Anapsida
Ordine: Testudines
Sottordine: Cryptodira
Superfamiglia: Testudinoidea
Famiglia: Emydidae
Sottofamiglia: Emydinae
Genere: Trachemys (7 specie)
Specie: scripta (12 sottospecie)
Sottospecie: elegans
La Trachemys scripta elegans è presente nell’allegato B del Regolamento CE n° 338/97 del 09.12.1996. In pratica significa che è vietata la sua importazione nei paesi dell’Unione Europea; ma i soggetti importati prima dell’entrata in vigore della legge sono di libera detenzione. Essendo in Allegato B, chi ha nascite di queste tartarughe è tenuto alla compilazione del Registro di Detenzione (Decreto ministeriale del 22.02.01), ma solo se intende cederle. In ogni caso è necessario però denunciare le nascite al Corpo Forestale dello Stato.
Gli esemplari adulti misurano circa da 13 a 27 cm e le femmine sono generalmente più grandi. La corazza si divide in carapace sopra e piastrone sotto, uniti lungo i margini senza cerniere. Il colore del carapace è verde nei giovani, e diventa progressivamente più scuro mano a mano l’animale invecchia, fino a diventare in certi soggetti marrone scuro. Il piastrone è giallo con macchie o disegni neri. La cute è per lo più verde con strisce gialle, ma dietro il timpano è presente una caratteristica macchia rossa, che rende questa sottospecie inconfondibile.
Trachemys scripta elegans è una tartaruga d’acqua dolce che origina dal sud degli Stati Uniti (valle del Mississippi), dall’Illinois al Golfo del Messico. Occupa un’ampia varietà di habitat, dai piccoli stagni ai fiumi; preferisce le zone d’acqua calma, ricche di vegetazione e con un fondo fangoso. E’ un rettile diurno.
Sebbene sia un’abilissima nuotatrice, trascorre molto tempo ad esporsi al sole su rocce o tronchi semisommersi o sulla spiaggia.
Raramente si avventura sulla terraferma, se non per deporre le uova o per cercare un nuovo corso d’acqua, in caso di necessità. E’ un animale piuttosto timido, e al minimo segno di pericolo si getta in acqua.
Le
Trachemys sono attive ad una temperatura compresa tra 10° e 37°C.Quando la temperatura scende sotto i 10°C non possono più alimentarsi e vanno in letargo. In genere passano il letargo sott’acqua, nascoste tra il fango
.
Sono tartarughe onnivore e in natura si alimentano di pesci, rane, girini, vermi, lumache, insetti, larve, animali morti e piante acquatiche. Gli individui giovani sono prevalentemente carnivori, infatti occupano le acque più basse, dove abbondano gli insetti. Man mano crescono si spostano verso acque più profonde, dove è meno facile trovare prede animali, e scelgono una dieta prevalentemente vegetariana.
Un altro tipo di strategia alimentare delle tartarughe dalle orecchie rosse consiste nella neustofagia, un processo di filtrazione simile a quello impiegato dalle balene. Le tartarughe nuotano sul pelo dell’acqua con la bocca aperta, in modo da ingerire con l’acqua delle particelle alimentari. In seguito chiudono la bocca ed espellono l’acqua attraverso le narici, e ingoiano il cibo rimasto nella bocca.
Allo stato naturale, i maschi raggiungono la maturità sessuale a 2-5 anni di età, a una lunghezza del piastrone di circa 10 cm. Le femmine diventano sessualmente mature quando raggiungono una lunghezza di 15-20 cm. La stagione riproduttiva va da marzo a luglio. Quando è pronta a deporre le uova, dopo circa 4-6 settimane, la femmina cerca una zona adatta per scavare un nido, in genere un’area di terreno umido vicino all’acqua. Al termine la femmina ricopre il nido con terriccio e detriti. In un anno vengono deposte fino a tre covate. Il numero di uova deposto per covata va da 4 a 23, a seconda delle dimensioni della femmina. Le uova impiegano 2-3 mesi per schiudere, e a volte la schiusa avviene dopo l’inverno. I piccoli alla nascita misurano 2-3 cm, e alla fine della prima stagione di crescita raggiungono le dimensioni di 4 cm.
Nei soggetti adulti il riconoscimento del sesso non presenta difficoltà. Le femmine raggiungono una taglia maggiore dei maschi, i quali presentano una coda più lunga e le unghie degli arti anteriori molto lunghe Nei soggetti giovani il riconoscimento del sesso è molto difficile.
La determinazione del sesso è legata alla temperatura di incubazione. Se le uova vengono incubate al di sotto dei 27°C nascono solo maschi (tempo di incubazione 100-120 giorni), invece sopra i 30°C nascono femmine (tempo di incubazione 60-70 giorni). A temperature intermedie nascono maschi e femmine in proporzione variabile
.
Possono vivere molto a lungo, anche 30 anni e più, se accudite in modo appropriato, per cui richiedono un impegno a lungo termine.
Il mantenimento ideale in cattività delle Trachemys è rappresentato da un laghetto all’aperto. Il laghetto deve essere provvisto di un muretto o una recinzione per evitare che gli animali scappino, di una zona asciutta per permettere alle tartarughe di uscire dall’acqua e riscaldarsi al sole, ed eventualmente di un’area adatta alla deposizione delle uova.
In alternativa la soluzione migliore consiste nell’utilizzare un acquaterrario di vetro rettangolare molto grande. Sono animali molto territoriali e quindi bisogna evitare il sovraffollamento. Le tartarughe devono avere la possibilità di accedere facilmente ad una zona asciutta. La temperatura dell’acqua deve essere di 25°C di giorno, invece intorno ai 20°C di notte. Ciò si ottiene con dei riscaldatori collegati a un termostato. Non si deve utilizzare come materiale per il fondo sabbia, ghiaia o altro materiale costituito da particelle che possano essere ingoiate, perché causano facilmente costipazione intestinale.
E’ necessario mettere una lampada riscaldante in corrispondenza della zona asciutta, in modo da creare un punto caldo di 30°C. La luce va lasciata accesa per 12 ore al giorno. Oltre a utilizzare una lampadina a incandescenza (da 40-100 watt a seconda delle dimensioni del terrario) per il calore, si deve utilizzare una lampada a raggi ultravioletti (UVB), che permette alle tartarughe di sintetizzare la vitamina D3 di cui hanno necessità.
Uno dei problemi principali è rappresentato dall’igiene dell’acqua, che deve essere mantenuta più pulita possibile se si vogliono evitare problemi di salute, per cui è consigliabile installare un filtro da acquario. Anche con l’uso di un buon sistema di filtraggio l’acqua deve essere periodicamente cambiata e il terrario disinfettato. Prima lo si lava con cura con acqua calda, poi si utilizza un disinfettante (la Steramina diluita all’!%), e quindi si risciacqua abbondantemente per eliminare ogni residuo di disinfettante.
Le tartarughe piccole devono essere alimentate tutti i giorni; man mano che crescono la frequenza dei pasti va diminuita, fino ad arrivare a 2-3 volte alla settimana negli individui adulti. L’ideale è di alimentare le tartarughe in una vasca separata, oppure di mettere il cibo in una zona asciutta.
In cattività si deve offrire una varietà più ampia possibile di alimenti: pesciolini; lombrichi; lumache e molluschi; cibo per gatti in pellet reidratato; pellet commerciale per trote e piccole quantità di cibo in scatola per cani a basso contenuto di grasso; lattuga romana; carote grattate e foglie di carota, fagiolini, tarassaco, trifoglio; piccole quantità di frutta e altri alimenti adatti alla dieta delle tartarughe erbivore.
In commercio esistono alimenti già pronti per tartarughe d’acqua. Un tipo viene definito “mangime composto completo”, ma non deve costituire che una parte (25% al massimo) della dieta. Il mangime costituito di soli gamberetti essiccati, definito come “mangime semplice”, non è assolutamente indicato come alimento esclusivo: è completamente sbilanciato e privo di vitamine indispensabili. I gamberetti essiccati possono essere offerti saltuariamente come complemento dell’alimentazione. La carne non è un alimento bilanciato: non contiene calcio; inoltre se fornita cruda può potenzialmente trasmettere infezioni da Salmonella.
Nella vasca si può mettere un osso di seppia, che è molto utile per fornire calcio. Un paio di volte alla settimana si somministra un buon integratore minerale-vitaminico per rettili. Molte tartarughe rifiutano di assumere vegetali. Un trucco per indurle a mangiare vegetali consiste nel mescolare una quota di vegetali a pezzetti con un alimento particolarmente gradito alla tartaruga, ad esempio carne macinata. Progressivamente si aumenta la quota di verdure e si riduce quella dell’alimento gradito, in modo da indurre l’animale ad accettare le verdure.
Le Trachemys scripta elegans possono essere fatte andare in letargo, ma ciò non è assolutamente necessario per la loro salute. Il letargo invece è indispensabile se si vuole farle riprodurre, per stimolare l’attività riproduttiva.
Se si trovano in un terrario all’interno, la temperatura va gradualmente abbassata nel corso di alcune settimane fino a 10°C. Durante questo periodo di preparazione non devono essere alimentate, per dare modo al loro apparato digerente di svuotarsi. Il periodo di letargo può essere di 10 settimane circa.
Non si devono mandare in letargo le tartarughe malate o in condizioni fisiche non ottimali, o quelle molto piccole.
Dopo avere maneggiato una tartaruga o aver toccato l’acqua in cui vive, come per tutti i rettili vale la regola di lavarsi con cura le mani, per evitare il pericolo di contrarre un’infezione da Salmonella!
Almeno una volta l’anno e comunque sempre in caso di sintomi anche lievi di malattia, fate visitare la vostra tartaruga da un Medico Veterinario esperto di animali esotici!
Autore: Dr.ssa Benedetta Toniolo, Medico Veterinario.
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buongiorno io ho due tartarughe da acqua ma non riesco piu a tenerle a chi posso rivolgermi perfavore??
Le tartarughe d’acqua americane Trachemis purtroppo sono diventate infestanti nei nostri ambienti, hanno una voracità tremenda e distruggono tutto. Molti cercano di disfarsene quando crescono, ma non c’è più nessuno in grado di prendere quelle abbandonate. L’unica soluzione è non comprarle, sono un pericolo e un flagello per il nostro ambiente! Non lasciatevi attrarre dalle tartarughine, nel giro di 2-3 anni diventano enormi, all’acquisto nessuno ve lo dice, ma poi arrivano i problemi.